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Le escavazioni locali, che singolarmente producono
alcune migliaia di m3/annui di materiale, vengono eseguite
oggi con tecnologie sofisticate e sempre più
frequentemente sono associate a collaterali impianti
di lavorazione dei blocchi; talora i fronti delle cave
sono coltivati a gradoni, a volte invece a parete subverticale,
in relazione alla struttura geologica locale e all'importanza
economica del giacimento.
Nelle maggiori cave ossolane di gneiss, marmi e graniti
si ricorre a tecniche di escavazione che consentono
di ottenere, direttamente dal giacimento, blocchi abbastanza
regolari, eventualmente da sezionare e riquadrare sul
piazzale di cava. Tali tecniche, nel loro insieme, sono
dette di taglio al monte, per distinguerle dalle operazioni
di sezionamento, che avvengono sul piazzale, e di segagione,
che si eseguono in appositi laboratori.
Le tecniche di abbattimento mediante esplosivo possono
essere adottate per ottenere il taglio, ma secondo modalità
piuttosto raffinate (presplitting) che poco hanno a
che vedere con l'ordinario lavoro di mina; si praticano
una serie di fori paralleli del diametro di 30-40 mm,
distanziati tra loro di 5-10 volte il diametro, che
vengono debolmente caricati con esplosivo per evitare
la rottura in frammenti del blocco desiderato ed ottenere
il suo distacco secondo il piano in cui i fori giacciono.
In tali casi l'esplosivo è utilizzato in forma
di "miccia detonante", ossia di cordoncino
contenente 10-15 g di esplosivo (pentrite) per metro
di lunghezza. Il metodo può applicarsi al distacco
di blocchi di roccia di qualunque tipo, purché
il cavatore stabilisca, nel modo più opportuno,
l'orientamento del piano di distacco desiderato rispetto
a quelli delle naturali discontinuità (sistemi
di frattura) o a piani di più facile divisibilità
della roccia (foliazioni, scistosità). Ciò
vale d'altra parte per tutti i metodi di taglio al monte.
Nel caso di rocce poco abrasive, come i marmi propriamente
detti, il taglio al monte è di regola effettuato
con il sistema del filo diamantato, cavo d'acciaio sul
quale sono opportunamente distribuite delle "perline
diamantate", le quali costituiscono il vero e proprio
utensile di taglio. Tale tecnica di abbattimento delle
rocce è sempre più utilizzata anche nelle
cave di gneiss e granito per i grandi tagli al monte,
col vantaggio di ridurre notevolmente il materiale di
scarto e aumentare la salvaguardia del giacimento, nei
confronti dell'utilizzo, seppur parsimonioso e controllato,
dell'esplosivo.
Le bancate staccate dal monte vengono successivamente
ridotte in blocchi da telaio di misura commerciale mediante
l'uso di tagliablocchi (slitte che permettono un perfetto
allineamento e una precisa inclinazione dei fori). Questi,
ribaltati sul piazzale di cava, vengono imbragati e
caricati su autocarri mediante apparecchi di sollevamento
molto robusti tipici delle cave (derrick), costituiti
da due puntoni, una colonna e un braccio girevole su
se stesso per 270°, il quale può anche raggiungere
lunghezze di oltre 70 metri.
Questo sistema moderno di movimento materiali e trasporto
non è ovviamente più confrontabile con
i tradizionali sistemi della “lizzatura”
(o trasporto per scivolamento) e del trasporto con teleferica,
assai meno produttivi e sicuri e ormai del tutto abbandonati;
logicamente presuppone la creazione di una via d'accesso
al sito estrattivo, percorribile dai grandi automezzi,
la cui costruzione si può attualmente considerare
una delle voci di investimento maggiori nell'apertura
di una nuova cava.
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