ASSOCIAZIONE DELLE AZIENDE ESTRATTIVE E DI LAVORAZIONE DELLE PIETRE NATURALI DELL'OSSOLA, DEL VERBANO E DEL CUSIO
pietre e marmi: evoluzione geologica

Le rocce e le complesse architetture della catena alpina occidentale, osservate lungo la sezione strutturale Ossola-Verbano, consentono di ricostruire i principali processi geologici avvenuti nella regione alpina in centinaia di milioni di anni, dall'orogenesi paleozoica allo sviluppo delle Alpi, iniziato con l'apertura dell'oceano mesozoico (Tetide) ed evoluto con la sua progressiva chiusura fino alla collisione, ancora in atto, tra il continente europeo e quello africano. Non a caso la regione ossolana ha svolto un ruolo decisivo, tra la fine del '800 e i primi del '900, nello sviluppo del pensiero geologico moderno e nella definitiva affermazione delle teorie mobiliste: qui, oltre che nell'intero settore alpino occidentale, furono infatti ideati i primi modelli di una catena a falde di ricoprimento e furono poste le basi metodologiche per l'analisi cinematica e le ricostruzioni degli ambienti paleogeografici. In tempi più recenti i territori del V.C.O. hanno rappresentato il laboratorio naturale per gli ulteriori progressi delle Scienze della Terra, dalle applicazioni alla catena alpina della tettonica delle placche, allo sviluppo di più avanzate ricostruzioni cinematiche e geodinamiche basate sull'interpretazione integrata dei nuovi dati geologico-geofisici, petrologici, geochimici e chimico-fisici.

Tuttavia non è semplice parlare della geologia della zona in esame vista la complessità della sovrapposizione dei processi nel tempo. A partire da circa 400 milioni di anni fa (dal Devoniano, un periodo dell'era Paleozoica) inizia la storia ercinica in senso stretto (o varisica), con l'orogenesi collisionale, tettonica a falde, ispessimento crostale e metamorfismo regionale a più fasi, da condizioni iniziali di pressione relativamente elevata (relitti cianite) verso condizioni di bassa pressione (andalusite). Nel tardo Paleozoico (da circa 300 a 250 milioni di anni fa) si registra una complessa attività magmatica, con manifestazioni vulcaniche, subvulcaniche e plutoniche. Nel complesso esse si protraggono dal Carbonifero superiore al Permiano o sono di esclusiva età permiana e ad affinità calcalcalina; quest'ultimo è il caso dei Graniti di Baveno-Mottarone-Montorfano, o Graniti dei Laghi, incassati in un basamento cristallino preesistente (Scisti dei Laghi), metamorfosato e strutturato durante il ciclo ercinico (Figura 2 ). Essi, così come gli scisti in cui sono incassati, non sono stati più ripresi dal metamorfismo e dalla deformazione duttile successivi, occupando, durante lo sviluppo degli elevati gradienti termo-deformativi alpini, un livello strutturale superficiale e una posizione non assiale e non metamorfica nell'ambito della catena alpina.

Il sollevamento e l'erosione finale della catena paleozoica producono, a partire dal Carbonifero superiore, una diffusa superficie di erosione. La successiva distensione crostale permo-mesozoica e l'impostazione di un margine continentale divergente hanno condotto all'apertura dell'oceano ligure-piemontese (paleogeografia giurassica), sino ad arrivare alla formazione della catena alpina attuale come prodotto dell'evoluzione, Cretaceo (130 milioni di anni fa)-attuale, del margine convergente compressivo Europa/microplacca Adria.


Schema tettonico del sistema orogenico Europa - vergente (Alpi occidentali, Italia) nel settore a nord di Domodossola e sezione strutturale del Complesso a falde del Pennidico Medio-Inferiore
(da M. Coluccino, Assocave, 1998)
ricerca nel sito


 
Info Aziende